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martedì 8 novembre 2011

La cultura dell'incuria

Cinque terre, Genova: 2 alluvioni che potevano fare meno vittime, forse nessuna. E meno danni. Roma, un alluvione che poteva non mettere in ginocchio la città e non uccidere un padre di famiglia. Milano: la morte di un bambino in bicicletta che doveva essere evitata. Pozzuoli, un albero che uccide e che poteva essere tagliato prima.

Questi casi sparsi in tutto il territorio nazionale testimoniano la cultura dell'incuria generalizzata sia a livello di territori sia di amministrazione politica di qualsiasi colore. E testimoniano che questa incuria è uno dei mali che da decenni affliggono la società italiana.

A Milano c'è Pisapia, uomo di sinistra. Che però chiude (e chi se no) un occhio sulla sosta selvaggia nelle strade del capoluogo lombardo.

Roma, Alemanno. Destra. Dopo l'estate i tombini e le aperture fognarie si puliscono. Ma questo sembra che a Roma non sia stato fatto da tanto tempo.

Genova, Vincenzi. Un sindaco chiacchierato e di vecchia appartenenza alla sinistra italiana. Torrenti nella città, cementificati, frane che non vengono puntellate o messe in sicurezza. Alvei di torrenti che si intubati sotto la città e che non vengono puliti.

Le Cinque Terre. Il governatore Burlando è chiamato in causa da vari cittadini come colui che chiude un occhio sulla cementificazione delle spiagge e dei torrenti... porticcioli ed alvei uniti in tragico connubio.

In un territorio difficile come il nostro, quasi tutte montagne, tutto ciò è un invito ad un macabro banchetto dove le portate sono gli uomini, le donne, i bambini, vittime dell'incuria.

La generalizzazione dei comportamenti "maligni" mette paura e allarma sulla buonafede e la capacità di servizio dei nostri politici ed amministratori.

Eppure basterebbe poco: un po' di onestà ed amore per i cittadini e per i propri territori. Non ci vuole molto, solo un po' di coerenza con quello che si dice di essere.

Chi crede nei valori della solidarietà, dell'amore, del rispetto, dell'onestà, nello stato formato da cittadini e al servizio dei cittadini, nei valori della Democrazia Diretta deve esprimerli, deve intervenire, fare la sua parte per poter vivere in un mondo che già da domani potrebbe essere migliore. Bisogna rovesciare la prospettiva attraverso cui si guarda il mondo. AgoraDiAtene è pronta!

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