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lunedì 30 aprile 2012

Contro la violenza sulle donne: 54 vittime nel 2012. Firma la Petizione

Siamo andati sul sito di "Se non ora quando" dove si parla di violenza sulle donne. In questi giorni ci hanno colpito molto gli ultimi accadimenti di violenza sulle donne e i dati che dicono che per violenza sono morte nel 2012 in Italia 54 donne. Sono delle cifre raccapriccianti che devono essere bloccate.

Se non ora quando - fra le altre cose - ha promosso una petizione per suggerire ai mass m...edia ed alle classi dirigenti italiane parole nuove quali femminicidio per narrare di queste donne... ma non solo: anche leggi e provvedimenti, sensibilizzazioni delle forze dell'ordine al problema ed operazioni culturali quali lo scrivere nei libri di testo scolastici di femminismo e di educazione alla diversità di genere senza dare un'immagine di sola disponibilità fisica, ma anche di eccessiva disponibilità, delle donne. Insomma dire che le donne non sono solo Grandi Madri che devono accettare tutto senza essere odiate o uccise e seviziate per le loro scelte.

FIRMATE QUINDI E CONDIVIDETE!

Cari amici, Ho appena letto e firmato questa petizione online: «MAI PIU' COMPLICI»

http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N24060

Io sono d'accordo con questa petizione e spero che anche tu lo sia.

Firma qui la petizione ... e diffondila fra i tuoi contatti.

Grazie.

venerdì 27 aprile 2012

Domande sulla Democrazie Diretta Telematica (DDT, il rimedio più sicuro contro i politici corrotti)

Vediamo la politica come una cosa sporca? Siamo contro il finanziamento pubblico ai partiti?

No, per noi la politica fatta onestamente ed a vantaggio di tutti gli uomini e di tutte le donne è vitale ed essenziale, costruttiva ed efficace nel formare convivenza e comunione di vita e di scopi.
Non siamo contro il finanziamento pubblico ai partiti quando fatto in modo trasparente e con costi contenuti per tutta la collettività.

E' possibile la Democrazia Diretta Telematica (DDT: l'unica soluzione per la politica corrotta)?
Si, certamente. Tre docenti universitari italiani hanno creato qualche mese fa, un sito web, Voices from the blogs, che dispone di un software in grado di sondare le opinioni di chi naviga in rete, sui più disparati argomenti. E sono ormai miliardi di persone quelle che navigano il Web.
Queste tecnologie permettono di avere un quadro assai attendibile degli orientamenti di chi utilizza i vari Network Sociali per esprimere le proprie opinioni

Quindi il web è un eccezionale strumento di partecipazione alla vita pubblica, quindi alla Res Publica, quindi alla politica, quindi alla Democrazia, la forma in cui meglio si è articolato fino ai nostri tempi il modo di fare politica.

Si parla di E-Democracy. Ben venga questo termine... l'anelito alla giustizia sociale ed alla vera democrazia non si spegnerà finchè non ci sarà vera Democrazia e vera giustizia sociale, tutti gli strumenti, antichi, presenti, futuri e futuribili saranno usati per questo alto e fondamentale obiettivo.

Ormai in tutto il mondo appaiono movimenti, gruppi politici, partiti, singole personalità che vogliono la democrazia diretta globale o telematica e il voto elettronico. Addirittura, come dice l'articolo di cui sotto vi do il link (e che si aprirà nel punto in cui comincia a parlare della Democrazia Diretta Telematica (DDT, il rimedio sicuro contro i politici corrotti - a proposito scusateci i 15 secondi di pubblicità che vi dovrete sorbire all'inizio, ma purtroppo dipende dalla Rai e non da noi)), Wikipedia li segnala paese per paese. ed esiste anche un sito che li segnala o in cui potete segnalarvi.

Eccone il link: http://e2d-international.org/

Ed eccone anche un altro sul tema: http://participedia.net/

Nel mondo l'Islanda è la nazione dove la discussione sulla Democrazia Diretta Telematica è più articolata: qui la Nuova Costituzione è stata elaborata online, anche se per il momento è ferma in attesa dei risultati delle elezioni.
Ma è indubbiamento un importante esperimento di DDT.
Altro importante esperimento di Democrazia Diretta, non rappresentativa, è quello delle molte petizioni che stanno organizzando alcuni governi con in testa i britannici.
Chiaramente bisognerà vedere se poi i governi ne terranno conto di queste petizioni ma comunque sono esperimenti assai interessanti e che la dicono lunga sulla possibilità non più eludibile della Democrazia Diretta Telematica!

Anche l'ormai famoso Partito dei Pirati si fonda sull'idea della Democrazia Diretta, cioè la partecipazione vera, reale, diretta e costante del cittadino alle scelte politiche della propria nazione o della propria area politica, ad esempio l'Europa.

Il Partito dei Pirati individua anche un sistema per lo sviluppo della Democrazia Diretta Telematica, cioè Liquid Democracy, un sistema di democrazia digitale per dare più potere ai cittadini e fargli esprimere il proprio voto.

Rimandiamo qui a link tradotti dove si parla di sistemi digitali di voto che mantengono nascosta l'identità del votante e anche ad una spiegazione di liquidemocracy fornita dal Pirate Party tedesco.
Vi rimandiamo a questi link per far capire che le possibilità teconologiche per attuare la Democrazia Diretta Telematica ci sono e sono assolutamente possibili. Sarà il processo storico globale - quindi processi produttivi ed intenti umani - che porterà all'uso di questi strumenti per una reale Democrazia Diretta e non rappresentativa.

Ecco i link

1) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=de&u=http://wiki.piratenpartei.de/Liquid_Democracy&ei=wNeaT9rnE4Hd4QTIzIy5Dw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&ved=0CD0Q7gEwAQ&prev=/search%3Fq%3Dliquiddemocracy%26hl%3Dit%26rls%3Dcom.microsoft:it-IT:IE-SearchBox%26rlz%3D1I7GWYH%26prmd%3Dimvns

2) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=de&u=http://wiki.piratenpartei.de/Liquid_Democracy&ei=wNeaT9rnE4Hd4QTIzIy5Dw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&ved=0CD0Q7gEwAQ&prev=/search%3Fq%3Dliquiddemocracy%26hl%3Dit%26rls%3Dcom.microsoft:it-IT:IE-SearchBox%26rlz%3D1I7GWYH%26prmd%3Dimvns

Infine questo è il link della trasmissione di RAI News, Scenari, da dove abbiamo estrapolato queste preziose notizie. Il link si apre da dove comincia a parlare di Democrazia Diretta e finisce al minuto 17 circa. E' molto interessante, guardatelo e condividetelo.

http://www.youtube.com/watch?v=Dc98xaQC_RA&feature=player_detailpage#t=787s

mercoledì 25 aprile 2012

Il 25 Aprile

Fra qualche anno sarà il centenario della prima guerra mondiale. Entriamo in un periodo storico di grande memoria. Fra qualche anno ancora sarà il centenario della Rivoluzione d'Ottobre e poi di seguito il centenario della Marcia su Roma e l'avvento del fascismo in Italia.
Si avvicinano anni gravidi di memorie storiche quasi a significare l'importanza del secolo breve e la cesura che il '900 ha compiuto con le epoche passate.

Ora è il nostro 25 Aprile, la Liberazione italiana, l'uscita da quell'epoca storica che ancora influenza i nostri - e gli altrui (basti l'esempio dell'Inghilterra) - modi di pensare, di essere e di agire: il fascismo, tanto amato dagli italiani quanto poi rinnegato.
Chissà con quale senno poi, se con convinzione - come sarebbe giusto - o con opportunismo, come forse più reale. senza poi farci realmente i conti con questo nostro passato da mascalzoni.

Fatto sta che il popolo italiano ha permesso che il fascismo prendesse il potere come la Germania lo permise al nazismo. E questi due popoli non avranno mai da vergognarsi abbastanza per quello che hanno fatto, specie dopo il peripatetico e famigerato fascismo berlusconiano di diretta matrice mussoliniana eppure così ben voluto dagli italiani.

Anche i francesi ebbero le loro belle leghe di destra ma al dunque non le permisero di prendere il potere... ed in nessun altro paese europeo il fascismo prese mai piede... il franchismo è altro anche se fu una dittatura di destra...

La vergogna italiana fu riscattata dai partigiani e dalle partigiane che pagarono con il loro sangue la colpa italiana di essere diventata la culla del fascismo.

Loro fecero i conti con il fascismo e li proseguirono anche dopo la fine della guerra.

Loro ci permettono ancora di guardare a testa alta il mondo.

Non dimentichiamocelo.

Andare in pensione dopo 25 anni

sabato 21 aprile 2012

La "Rivoluzione" su Internet: diffondete!

E' IN ATTO UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE POPOLARE TRAMITE INTERNET !!!!

                                      FATE GIRARE, FATE GIRARE!

                                           COSA DICE MONTI ?

· L'EUROPA CI CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀ DELLA PENSIONE PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.

                                        NOI CHIEDIAMO A MONTI :

· DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI; DI ALLONTANARE DAI PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO, O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE.

· DI DIMEZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUN PAESE HA COSÌ TANTI POLITICI.

· DI ELIMINARE I POLITICI DELLE PROVINCE PERCHÈ CI SONO GIÀ QUELLI DELLE REGIONI …………….. DA 40 ANNI !

· DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI ED I PRIVILEGI A DEPUTATI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.

· DI POTER ESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO PER DUE LEGISLATURE, COME IN EUROPA TUTTI FANNO.

· DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVAMENTE) MAX 5.000,00 EURO AL MESE PER CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20/30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA.

· DI FAR PAGARE I MEDICINALI, LE VISITE SPECIALISTICHE E LE CURE MEDICHE, AI FAMILIARI DEI POLITICI, POICHÉ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DI POLITICO NE USUFRUISCE, COME AVVIENE INVECE IN ITALIA, DOVE, CON LA SCUSA DELL’IMMAGINE, VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, LE CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPICHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!

                                      INOLTRE, CARI MINISTRI,

                   · NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE:

o NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE;

o I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETÀ;

o IL 90 % DEGLI ASILI NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO, COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!

                                       · MENTRE, IN FRANCIA:

o LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART-TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE, COME CASALINGHE, PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI.

                             · ED ANCHE, SEMPRE IN FRANCIA:

o NON SI PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI PER LE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, MENTRE NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D’ABISSINIA.

                               AI NOSTRI POLITICI CHIEDIAMO:

· CHE LA SMETTANO DI OFFENDERE LA NOSTRA INTELLIGENZA; IL POPOLO ITALIANO CHIUDE UN OCCHIO, A VOLTE DUE; UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA, LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO, SI STA SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE …..TEMPESTA !!!

SE APPROVI, DIFFONDI LO STESSO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO ! ! !

mercoledì 18 aprile 2012

La storia ci insegna... La crisi economica inglese del 1921

La Gran Bretagna negli anni '20 del secolo scorso visse una dura crisi economica. Le merci inglesi non erano più competitive sui mercati esteri. Costavano troppo rispetto alle produzioni di altri paesi.
Il capitalismo inglese aveva fatto affari d'oro con le esportazioni e il commercio estero durante l'età vittoriana, ma la situazione dopo la guerra si era modificata radicalmente (basta pensare alla potenza economica statunitense).

I politici ed i capitalisti inglesi videro - o vollero vedere - come causa primaria della crisi, gli alti salari operai che diminuivano la competitività delle merci inglesi.

In realtà c'era stata una sorta di ricompensa per i sacrifici sofferti dalla classe operaia durante la guerra: l'indennità di disoccupazione era stata estesa alla stragrande massa della forza lavoro al di sotto delle 5 sterline di guadagno settimanale e questa fu subito posta sotto accusa poiché gli industriali vi vedevano un freno alla discesa dei salari.

Ma la crisi risiedeva fondamentalmente nella compressione del commercio inglese sui mercati esteri e contemporaneamente nella mancanza quasi assoluta di un mercato interno. Che invece sarebbe stato possibile creare o sviluppare solo se i salari si fossero mantenuti alti. (Vi ricorda niente questo?).

Il capitalista britannico pensava invece che solo i salari bassi avrebbero reso nuovamente competitive le merci inglesi e cercava di spingerli giù con tutti i mezzi.
Il "poverino" non aveva capito che per quanto abbassasse i salari, le merci inglesi non sarebbero più state troppo competitive all'estero e che bisognava creare un mercato interno.

Non lo avevano capito neanche Keynes e quel gruppo di politici ed economisti che riflettevano per davvero sulle cause della crisi anche se dalla metà degli anni '20 questa sparuta schiera di persone con un po' di sale in zucca intuirono che i rimedi suggeriti per la crisi non facevano altro che aggravarla.

E quali erano questi rimedi? Udite, udite:

Abbassamento dei salari, licenziamenti e quindi disoccupazione, prolungamento della giornata lavorativa (potremmo trovarvi un paragone con il prolungamento dell'età pensionabile?), stabilità monetaria, pareggio di bilancio (sic!), aggancio della sterlina all'oro, tagli alla spesa pubblica (leggi stato sociale), interessi a tassi alti.

Attenzione, la posizione finanziaria e monetaria britannica era, in campo internazionale, ancora invidiabile ma il ristagno della produzione favoriva i fallimenti delle aziende, i licenziamenti e la disoccupazione usata anche per comprimere i salari del proletariato ed allungare la sua giornata lavorativa.

Questi rimedi quindi deprimevano ancora di più il mercato interno, l'unico che, con il suo sviluppo, avrebbe potuto contrastare le debacle del mercato esterno. I settori produttivi più colpiti risentivano sempre più della crisi e la disoccupazione crebbe a livelli altissimi. I capitalisti cercarono, tramite la disoccupazione, di imporre lavoro a più basso salario e prolungamenti della giornata di lavoro, oltre a mettere in discussione la base salariale nazionale e la contrattazione collettiva (come ci ricorda l'Italia del 2012, sta cosa).

A questo punto le Trade Unions inglesi ressero e pur con alcuni cedimenti in particolari contesti e nei settori più tragicamente colpiti, riuscirono ad erigere una barriera che resistette all'attacco padronale e impedì che il tenore di vita del proletariato inglese scendesse sotto un livello di emergenza ed allarme.

Questo, insieme ad una imprenditorialità che si orientava verso il mercato interno e che avendo interesse alla continuità del processo produttivo non si curava di salari anormalmente bassi, dagli inizi degli anni '30, fece avviare un nuovo corso economico che seppur faticosamente fece risalire la china all'economia inglese.

L'altro fattore decisivo, anzi forse il più decisivo, fu che la difesa della grandezza dei salari ad opera degli operai e dello loro organizzazioni sindacali furono il sostegno principale del mercato interno in via di sviluppo. Se i salari fossero scesi i tentativi di sviluppare il mercato interno sarebbero stati destinati al fallimento e la crisi si sarebbe avvitata su se stessa con chissà quali conseguenze.

Ecco, la grande contraddizione degli anni '20 inglesi, è proprio questa: che i settori che avrebbero trainato l'economia degli anni '30 erano ignorati dalla politica e dall'economia ufficiale. E, inoltre, la tenuta dei salari che tutti indicavano come responsabile della crisi e volevano infrangere, fu la leva per battere la crisi. Questo dovrebbe far riflettere gli italiani del 2012.

Un discorso va fatto anche sul sindacalismo inglese di quegli anni - e potremmo in qualche modo riadattarlo anche al nostro di questo infausto 2012.
C'era nei dirigenti sindacali inglesi di allora una doppia aderenza: una, alle rivendicazioni operaie; l'altra, sul piano della politica economica, era quella di essere assolutamente in sintonia con le idee dei responsabili del Tesoro e dei banchieri della City riguardo ai sacrifici e alla salvezza della sterlina. Di qui la disponibilità a cedimenti e compromessi lenita fortemente dalla spinta vigile di una base proletaria combattiva e compatta. Ecco perché, per dirla con Popper, bisogna sempre vigilare su ciò che si è conquistato. Popper dice la libertà è vigilanza.

Inoltre questa mancanza di aderenza sostanziale con la base impediva ai dirigenti sindacali di capire meglio le ragioni vere della crisi. Capirle forse gli avrebbe permesso di operare con più tempestività ed efficacia per superarla in modo più veloce e meno drammatico.

sabato 7 aprile 2012

BUONA PASQUA

All'insegna delle celebrazioni commemorative del terremoto dell'Aquila del 2009 e della sua purtroppo ancora lontana ricostruzione.

All'insegna dei sacrifici che il capitale europeo e mondiale chiede sempre alla povera gente.

All'insegna degli scandali di corruzione italiana che ormai stanno portando al collasso la nostra nazione.

BUONA E SANTA PASQUA COMUNQUE A TUTTI NOI


Agorà