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giovedì 10 ottobre 2013

Vajont

Tanto si parla del Vajont in questi giorni. Ma una cosa rimane tabù: come la morte colse la povera gente sotto la diga. Ne ha parlato Paolini nella sua grande opera sul Vajont. Quell'acqua che, come una bomba atomica biologica, spingendo con forza disumana l'aria davanti a sé, colonna alta 230 metri, tzunami mille volte più potente del più potente tsunami, la fa capace di strapparti e polverizzarti la pelle, le ossa, lo scheletro, le mucose, le vene, gli organi, il sangue, dissolvendoti, squarciandoti, cancellandoti, disperdendoti, non facendoti neanche ritornare polvere ma molecolarizzando tutti coloro che incontra sul suo forsennato cammino. Prima muori d'aria e dopo anche d'acqua. Questa fu la morte nella valle sotto la diga del Vajont; ma questa morte non te la dicono perché potrebbe generare una rabbia senza fine di cui i potenti hanno il terrore. Io avevo sette anni allora e facevo la seconda elementare. Da pochi giorni era iniziata la scuola ed uno dei bambini che avevo conosciuto in quell'inizio di scuola, simpatico e taciturno, Bordot faceva di cognome, ed era di lì, il giorno dopo la tragedia, che ricordo ci colpì tutti, sparì dalla scuola per qualche tempo: aveva parenti lì... non ricordo se poi tornò... forse si, ma simpatico e taciturno com'era, come tanta gente di montagna, si tenne tutto per sé...

domenica 28 luglio 2013

Perché bisogna rendere più facile la modifica della nostra Costituzione?

La battaglia sull'art. 138 della Costituzione va avanti. Perché il Governo Letta vuole modificare l'art. 138 della Costituzione? E cosa dice, cosa rappresenta l'art. 138 della nostra Costituzione?

Visto che nella rete non si trovano informazioni precise ed esaurienti sull'art. 138 e sulla battaglia per cambiarlo, proverò io a dare qualche risposta.

L'art. 138 è molto semplice e stabilisce le procedure di riforma della Costituzione.

Recita infatti così:

"Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione".

Pertanto le leggi di revisione della Costituzione e altre leggi costituzionali (che sono due tipologie legislative distinte) devono essere votate da ogni Camera due volte e fra una volta e l'altra devono passare tre mesi (come minimo). Alla seconda votazione devono passare con maggioranza assoluta (quindi se una camera è composta da 1000 eletti, la maggioranza deve essere 500 + 1). Sia le leggi di revisione che quelle costituzionali possono essere sottoposte a referendum popolare se entro i tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ne facciano domanda un quinto degli eletti di una Camera qualsiasi (quindi su una camera di 1000 votanti, almeno 200) e/o cinquecentomila elettori e/o cinque Consigli Regionali.

Ecco cosa dice l'art. 138 a questo proposito:

"Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali..."

Infine il referendum non può essere richiesto se - nella seconda votazione e (attenzione) in tutte e due le Camere - la maggioranza è equivalente a due terzi degli eletti (su 1000 eletti, 666 e rotti).

Ecco l'art. 138:

"Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."

Cosa vuol fare il Governo Letta? Quali modifiche vuole apportare alla Costituzione? Le modifiche che vuole apportare il governo Letta sostanzialmente si conoscono poco. Si conosce però il processo che gestirà il cambiamento dell'art.138 che è la chiave per le modifiche costituzionali.
Come dice bene un articolo di di Cosimo Rossi | 30 maggio 2013 sul Fatto Quotidiano, il processo si compone di due passaggi. Il primo è il tipo legislativo della Legge Costituzionale (che l'art. 138 prevede) che da una parte modifica le procedure dell'art.138 (ad esempio abbassa la soglia dei tre mesi ad un mese) e dall'altra, prevede la creazione di una Commissione Bicamerale (formata secondo i criteri espressi nella stessa Legge Costituzionale). La Commissione Bicamerale così formatasi ed il Parlamento tutto, redigeranno le riforme costituzionali e cercheranno di approvarle secondo quelle nuove procedure con cui la Legge Costituzionale di cui si diceva sopra ha modificato l'art.138.

Ecco le parole di Cosimo Rossi:

"Si tratta di un percorso... in due passi: da una parte la legge costituzionale ai sensi dell’articolo 138 che ne modifica le procedure e istituisce una commissione bicamerale incaricata di redigere le riforme secondo la nuova dottrina; dall’altra il lavoro di riforma della Carta da parte della commissione medesima e del parlamento da approvare poi attraverso quelle nuove procedure (in deroga al 138) previste dalla legge costituzionale di cui sopra. Un percorso tutt’altro che semplice...".

Il governo Letta vorrebbe apportare due modifiche principali, questo a quanto dice il governo stesso. La prima è quella della riduzione dai tre mesi ad un mese o a due (almeno fino a maggio 2013) del tempo fra una votazione e l'altra su riforme e leggi costituzionali di cui parla l'art. 138. La seconda è indire comunque il referendum confermativo delle riforme e delle leggi costituzionali (che ricordiamo sono due cose diverse) anche se nella seconda votazione in tutte e due le camere si è avuta la maggioranza di due terzi degli eletti (dei componenti). Questo mi pare buono.
E lo farà appunto con quella Legge Costituzionale famosa che è il primo passo per apportare modifiche alla Costituzione.
Il fatto interessante è che questa Legge Costituzionale famosa dovrà essere anch'essa sottoposta all'iter dell'art. 138 (io ritengo attuale) e al successivo referendum confermativo se sarà possibile richiederlo (se la maggioranza in entrambe le camere alla seconda votazione è pari ai due terzi non sarà possibile).

Come possiamo vedere è un'architettura complicata (sembra quasi un derivato finanziario) che è difficilmente comprensibile da chi non è esperto di meccanismi istituzionali e politici, che può risolversi in un fallimento assai sonoro per il governo, che è un rischio molto grosso, che cela le reali intenzioni di modifica e di intenti di ciascuna forza politica dello scacchiere parlamentare. Sembra un vero azzardo ed in questo mi viene il paragone ulteriore con l'azzardo dei derivati finanziari. Operazioni al buio, mi viene in mente solo questo.

Ed infatti ecco l'iter delle modifiche che il bravo Cosimo Rossi prevede:

"L’iter delle riforme
Lo start del percorso è fissato entro giugno. Per quella data il governo dovrà presentare il disegno di legge costituzionale che, in sintesi, accorcia i termini della doppia lettura delle leggi costituzionali, istituisce il comitato bicamerale dei 40, fissa il termine di 18 mesi per la conclusione dell’esame dei provvedimenti, stabilisce che il risultato del suo lavoro sia sottoposto a referendum. Tale legge costituzionale dove ottemperare alle procedure previste dall’articolo 138, perciò dovrà essere sottoposto a doppia lettura con intervallo di almeno tre mesi. Ma soprattutto potrà essere sottoposta a referendum popolare se entro tre mesi ne faranno domanda “un quinto dei membri di una Camera o 500mila elettori o 5 consigli regionali”. E non è affatto improbabile che vi sarà, tra le forze politiche e della società civile, chi si proporrà di sottoporre la legge costituzionale a referendum, che si svolgerà nei termini di legge, comunque facendo trascorrere altri mesi. La possibilità di sottoporre a referendum questa legge costituzionale che modifica l’articolo 138 e istituisce il comitato bicamerale dei 40 complica ulteriormente le cose. Il lavoro e la stessa legittimità del comitato, infatti, in questo modo rimangono obbligatoriamente sub iudice del responso referendario. Un referendum che bocci la legge costituzionale fa insomma cadere tutto il castello di carte."

Aggiungo che l'On. Boccia del PD alla domanda di un giornalista del perché andare a cambiare proprio l'art. 138 che è il meccanismo, l'ingranaggio fondamentale per le modifiche della Costituzione risponde perché è il metodo più semplice. (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/boccia-cambiamo-lart-138-cosi-modifica-della-costituzione-e-piu-facile/240879/ minuto 2:23).

Alcuni rilevano il fatto che il Parlamento è stato eletto con una legge elettorale a detta di tantissimi pessima e che elegge uomini del tutto svincolati dagli elettori. Anche se il PD Boccia giustamente osserva che lui ed almeno 150 eletti del PD più gli eletti del M5S, che hanno avuto primarie online, hanno avuto il battesimo delle primarie, per tanta parte dei parlamentari rimane il dubbio che siano diretta emanazione dei partiti politici (nominati) e rappresentino gli interessi di questi e non degli elettori. Secondo alcune voci questo ne potrebbe fare, ad un'attenta analisi, un parlamento impossibilitato a modificare la nostra Costituzione.

Questa è la mia versione e visione della cosa. Spero che sia stata abbastanza chiara ed esplicativa. Ed invito chi interessato a argomentare con me sulla cosa. Essendo io solo un cittadino (anche io con poca esperienza istituzionale) potrei anche aver scritto delle inesattezze che sono da correggere.

Devo ringraziare Cosimo Rossi del Fatto del suo bell'articolo di cui riporto il link http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/30/riforme-loperazione-chirurgica-di-pd-e-pdl-per-cambiare-piu-facilmente-carta/610401/ che ha supportato con la sua competenza alcune mie ipotesi e che ha scritto qualcosa di chiaro su questi intenti di modifica all'art. 138.

In rete su questi argomenti ho trovato poco e quel poco alquanto nebuloso. Ed invece questo tema è importantissimo per la vita sociale e politica italiana.

giovedì 4 luglio 2013

Petizione!

Noi abbiamo firmato. E voi? https://secure.avaaz.org/it/burma_the_next_rwanda_loc/?cAMmgeb

giovedì 23 maggio 2013

ASSENZA DEL REDDITO DI CITTADINANZA, LA RAGIONE PRINCIPALE

Ci chiedevamo in questi giorni il perché in Italia non fosse stato già introdotto da svariati anni il reddito di cittadinanza o comunque un ammortizzatore sociale che accompagnasse il precario - figura di lavoratore sempre più affermatasi in questi 20 anni - nel suo stato di disoccupazione fra periodi saltuari di occupazione. E per quanto analizzassimo varie situazioni non ne trovavamo una veramente indicativa di questa assenza. Finchè l'altra sera una nostra amica architetta ha iniziato a narrarci la sua storia lavorativa, diversificata e complessa, che qui vi riferirò in parte. Ultimamente - ci ha detto - uno studio di architettura ha risposto ad un suo curriculum, l'ha invitata ad un colloquio e le ha fatto una proposta. In pratica lei per 400 € al mese avrebbe dovuto lavorare senza orari e sempre a disposizione ed una volta a settimana avrebbe anche dovuto pulire tutto lo studio. E lì, sulla via di Damasco, ho avuto la mia folgorazione. Ho detto fermi tutti, ho capito l'arcano. Perché in realtà 2 + 2 fa 4 e tutto è più semplice di ciò che si pensa. Abbiamo riflettuto: ma se lo stato accompagnasse il precario con un reddito di cittadinanza dai 400 ai 600 € (trattamenti economici che il Parlamento sta discutendo), come farebbero i capitalisti grandi e piccoli a sfruttare così fortemente il lavoro? Come farebbero a proporre ad un lavoratore uno stipendiuccio da 400/500 € mensili? Chi andrebbe più a farsi sfruttare per 400/500 €? Le aziende, grandi e piccole, dovrebbero alzare lo stipendio al lavoratore, portarlo come minimo sugli 800/900 stando attente, inoltre, ai diritti del lavoratore e quindi rinunciare ai loro lucrosissimi profitti. Voi capite quanto tutto questo sia inviso ai capitalisti italiani di ogni ordine e grado e con quanta forza essi si battano per non far passare ammortizzatori sociali di questo tipo. Ecco a noi questa sembra la ragione principale per cui lo stato in tutti questi anni non ha avviato l'utilizzo del reddito di cittadinanza (il sussidio di disoccupazione per tutti) come ammortizzatore sociale. Questi potrebbero essere ulteriori effetti positivi: il declino del lavoro nero: perchè poi sarebbe lo stato, tramite gli uffici di collocamento statali, ad avere interesse che il precario non stia a lungo in uno stato di disoccupazione. La re/distribuzione del reddito e la rimessa in circolazione di abbondante contante. L'aumento della produttività aziendale e di beni e di profitti. La ripartenza generale dell'economia. Meditate gente, meditate.

giovedì 16 maggio 2013

La globalizzazione, appunti storici e considerazioni

Vorremmo iniziare qui la lettura di un paragrafo, Nuovi squilibri, nuove fratture, inserito nel brevissimo saggio Il mondo attuale e le sue contraddizioni, nella Storia della Utet, di Massimo L. Salvadori.

Perchè è indicativo della globalizzazione e dei suoi effetti nel mondo contemporaneo. E con poche righe e semplici, spiega tanto del nostro tempo.
Ecco qualche brano del paragrafo:

"L'ondata neoliberistica (quella dagli anni '90 in poi) favorì potentemente l'iniziativa dei titolari del grande capitale finanziario e industriale orientata verso l'utilizzazione delle più favorevoli condizioni di profitto dovunque si presentassero, a partire dai minori costi del lavoro. Essendo questi ultimi assai superiori nei Paesi avanzati, dove i lavoratori godevano di migliori retribuzioni, della protezione sindacale e dei benefici del Welfare State, un numero crescente di imprese venne spostato nei Paesi dove i salari erano molto più bassi, i sindacati inesistenti o impotenti, i diritti sociali ignorati, la mano d'opera, anche infantile, sfruttata intensamente in condizioni spesso disumane."

Fin qui ci sembra tutto fin troppo chiaro, vero?

Continueremo fra qualche giorno

domenica 21 aprile 2013

Montecitorio e Tian An Men

Ora dobbiamo pensare che ogni forza che abbia un seguito forte nel paese e che non sia solo di protesta, non può fare di Piazza Montecitoria una Piazza Tian An Men. Le nostre analisi politiche devono inquadrare la situazione - come sta anche facendo Grillo oggi parlando del golpetto dei furbi - in un contesto reale, che è quello della crisi epocale che sta sconvolgendo il mondo occidentale e che non permette più ai furbetti italiani di comportarsi come hanno fatto fino ad ora. Il morso della crisi porta questi partiti della seconda repubblica e a chiudersi e poi a morire se non si riescono a rinnovare ed a propore un patto nuovo ai propri elettori. E le forze che invece sapranno farlo e gia lo fanno - e da tanto tempo come il M5S - sono destinate a governare il paese, forse anche da qui ad un anno o comunque a modificare i rapporti fra governanti e governati in favore di questi ultimi. Ed anche quest'ultimo è uno dei motivi per cui il M5S è nato e si è affermato. Già in questo il M5S sta vincendo. E vincerà ancora di più se saprà - senza isterismi protestatari o colpi di testa o vittimismi politici - reggere il timone della situazione italiana. Noi siamo nella favorevolissima situazione di poter attendere che il degrado italiano monti a livelli insopportabili, che le contraddizioni enormi delle forze politiche italiane esplodano. L'unica cosa che dobbiamo essere capaci di fare è reggere con maestria - come bravi nocchieri - il timone della situazione, averne il polso, con la CONSAPEVOLEZZA (che non deve mai mancare) della nostra forza e della nostra serietà continuando con la nostra onestà e competenza la battaglia per la Democrazia Diretta per noi e per tutti i cittadini.

20 Aprile 2013, l'8 Settembre del XXI° secolo

Giornata dura questa, faticosa, tesa, piena di tensione, costellata da momenti di agitazione inconcludente e da situazioni confuse. Mai come in questi giorni ho visto una nazione entrare in un panico quasi folle, nervoso, isterico. Neanche dopo l'assassinio di Aldo Moro fu così, neanche dopo la strage di Bologna. Gli uomini del PD, che nel bene e nel male sembravano pur saldi, si rovesciavano e rovesciavano su se stessi come formiche rese folli da un incendio che invade furioso le loro gallerie. Il panico accumulato dettava gesti senza senso, inconcludenti, necrofili. Dietro gli uomini della destra, del PDL, si allungavano invece le ombre della morte e del militarismo sornione, ultima spiaggia di tutte le destre. Di contro Grillo con il suo isterismo rabbioso, con la consapevole sensazione di aver perso una battaglia importante sembrava - ed anche noi, insieme ai diseredati senza scampo della dissidenza PD - il più umano di tutti. Nei suoi e nei nostri gesti c'era il profumo di quella vita che tanti hanno sepolto per sempre nelle loro coscienze e nelle loro storie. E' questo, quello che ha fatto bella questa giornata da dimenticare, un 8 settembre del XXI° secolo in cui una classe politica, seppur nei crismi della legittimità, si è rinchiusa nel bunker antiatomico della propria autoreferenzialità, sorda a qualsiasi istanza della società civile. Tutti sappiamo che non durerà, la vita e la storia ci insegnano che non durerà. Come non è durato Gheddafi, come non è durato l'apartheid, come non è durato l'impero romano o il sistema feudale. E tutti sappiamo quanto questi colpi di coda, quanto questi bunker, ci faranno soffrire. Lo sappiamo, ma è sempre stato così e non ci arrenderemo per questo.

giovedì 14 marzo 2013

Noi e la storia

Il M5S è fatto da Grillo, Casaleggio, da milioni di elettori che hanno aperto gli occhi sullo sfascio italiano, da centinaia di migliaia di attivisti che hanno deciso di mettersi in gioco - come me che da mesi ormai scrivo su tutto e per tutti. Da uomini e da donne più o meno competenti che cercano di riempire le loro lacune - ove ci sono - e soprattutto di dare e di fare per sé e per gli altri. Da un progetto comune a tutti noi, attivisti, elettori, portavoce e rappresentanti: un progetto per l'avanzamento culturale e politico - e sociale - del nostro paese e dell'umanità intera. Le idee contano, la storia conta, gli uomini forse come catalizzatori ma soprattutto le dinamiche storiche. E le dinamiche storiche attuali vanno verso la democrazia diretta, verso una più equa distribuzione e ridistribuzione delle risorse e delle ricchezze, verso la salvaguardia dell'ambiente ed il risparmio energetico (perché le materie prime energetiche stanno finendo e comunque finiranno). Ce lo dicono gli indignados israeliani e spagnoli, ce lo dice occupy wall street e la rivolta araba, ce lo dice la decrescita felice figlia del situazionismo, ce lo diceva nel secolo scorso lo storico Hobsbawm, ce lo dicono i sempre più forti movimenti per il pil della felicità in America Latina, ce lo dicono i Pirates in Germania, ce lo dice Grillo e lo diciamo noi qui in Italia. Il mondo, fuori dalle pastoie della guerra fredda che lo ha ingessato, fuori dalle ideologie totalitarie che lo hanno dilaniato, dai concetti di destra e sinistra ormai non più sufficienti per rappresentare la realtà, stretto da un'economia di mercato sempre più a vantaggio di pochissimi e a svantaggio dei moltissimi, e forte del materialismo storico-scientifico marxiano che lo ha reso critico, pungente e rigoroso, rivendica storicamente altri percorsi che non siano quelli del sopruso e dello sfruttamento ma quelli della solidarietà, della giustizia e dell'equità sociale, della comunità, del benessere comune e del diritto di tutti ad una vita felice. Sarà difficile, è già difficile per tutti evitare la storia! E non è detto che il mercato non vinca. Però la Rivoluzione Francese ce lo ha insegnato. Il mondo può essere trasformato e reso più giusto!

lunedì 11 marzo 2013

Facciamola, questa piacevole passeggiata

Sono in parte rammaricato della decisione di non fare - non una marcia, badate bene - ma una piacevole passeggiata con coloro che abbiamo eletto come nostri rappresentanti al nostro Parlamento. A mio parere, è un gesto simbolico importante e nuovo per il panorama politico italiano. Rappresenta la nostra comunanza e vicinanza ai nostri eletti. Rappresenta, anche rispetto all'esterno, che il M5S è un corpo unico e che i legami democratici che uniscono gli eletti e gli elettori del M5S sono assolutamente partecipativi e diretti. Per gli eletti può rappresentare un non sentirsi soli nel difficile, ma fondamentale compito, che li attende e per noi elettori può rappresentare la consapevolezza di essere lì a garanzia delle nostre motivazioni e delle nostre rivendicazioni. Un nesso forte quindi fra base e suoi rappresentanti che è uno dei punti cardine del M5S. Un comunione che rafforzi la strategia del M5S che deve essere, ora come ora, assolutamente coerente con quella espressa in tutti questi anni e durante tutta la campagna elettorale! Ripensiamoci quindi e cerchiamo di farla, questa passeggiata, per dare un segnale fortemente simbolico del mutare della vita, non solo politica, italiana.

domenica 10 marzo 2013

15 Marzo, accompagnamo gli eletti M5S dal Colosseo al Parlamento

Una iniziativa che ha del rivoluzionario e serve a stringere sempre di più i legami del M5S con coloro che il M5S ha eletto:

Simone Vignaroli, neo deputato M5S dice: “Il 15 marzo per la prima seduta del Parlamento vorremmo arrivare tutti a piedi, partendo dal Colosseo. Venite con noi ad accompagnarci fino alla porta”.

E NOI VERREMO!!!!!

giovedì 7 marzo 2013

La violenza

La violenza, in tutti i suoi aspetti, va condannata. Ma la violenza del potere e della burocrazia, qualcuno del M5S la chiama la violenza della riduzione in povertà, intesa non solo in senso economico, a volte genera risposte violente. Questo è un fattore da considerare, analizzare e non esorcizzare. Molto probabilmente quest'uomo è stato costretto - in parte per sue ragioni personali o per tendenze caratteriali, in parte per quella violenza del potere e della burocrazia che tutti noi abbiamo esperito almeno una volta nella vita - a compiere gesti distruttivi ed autodistruttivi. Chi ne va di mezzo sono sempre le persone che non ne hanno colpa. Come in guerra, dove muoiono spesso i civili.
Un mondo equilibrato potrebbe prevenire tanti di questi episodi tragici. Sta a noi costruirlo con tutte le nostre forze.

giovedì 28 febbraio 2013

Le dimissioni della Segreteria di Rifondazione Comunista, un nostro commento

Leggiamo delle dimissioni della Segreteria di Rifondazione Comunista, dei compagni coraggiosi e capaci a cui va tutta la stima di Agorà Politica.

Questo è il nostro commento alla loro lettera:

Questa frase è assolutamente interessante: "Il risultato del voto non è quindi una rivoluzione ma l’approfondirsi della crisi del sistema, crisi plasticamente rappresentata dall’impossibilità di determinare in parlamento una maggioranza di governo."

Potrebbe essere - è vero - l'approfondirsi della crisi ma questa frase viene da un'analisi fatta con vecchie categorie di pensiero... le parole d'ordine di Grillo sono le parole d'ordine di tanti movimenti che nel mondo si battono per la Democrazia Diretta e per un potere più diffuso. Non è qualcosa che nasce dalla paura, come il fascismo ed il nazismo nascevano dalla paura del pensiero moderno e del comunismo o in generale del pensiero marxiano. E' qualcosa che nasce dal bisogno di giustizia sociale che esprime il mondo nella sua interezza, come il pensiero di Marx nella metà dell'800.

La storia, dopo aver abbandonato le tragedie dei totalitarismi, sta andando verso altre forme di lotta e di rivendicazione, in primis verso l'abbandono della democrazia rappresentativa a favore di una democrazia più diretta, verso un potere eccezionalmente diffuso, verso forme di solidarietà diverse da quelle del secolo passato, verso forme comunitarie che tendono a sintetizzare il collettivismo con l'individualismo.

E' interessante il modo di pensare espresso nella vostra frase. E' testimonianza della capacità di acutezza critica che il pensiero comunista ha sempre avuto ma che ora deve lasciar posto ad un altro tipo di pensiero, figlio del proprio tempo e di altri orizzonti anche se filogeneticamente legato al pensiero marxiano profondamente critico il cui profumo è presente anche nella vostra frase.

Auguri a tutti voi cari compagni e speriamo di trovarvi accanto a noi in questa nuova fase di lotta.

Un editoriale interessante (un'analisi marxista)

Proponiamo qui un editoriale interessante scritto con un approccio critico marxista e quindi in parte superato, come diremo anche nel post successivo, ma capace di analisi ancora raffinate:

Ecco il link:

http://www.marxismo.net/politica-italiana/bilancio-elezioni-24-25-febbraio

Buona lettura

martedì 26 febbraio 2013

M5S + PD = 55% - Il blocco sociale degli onesti e lavoratori C'E'

Si faceva una considerazione: per anni ci siamo detti: "il blocco conservatore in Italia è forte, per quanto la sinistra si batta e cerchi di governare è difficile che in una situazione come quella italiana dove le classi sociali sono più per la destra che per la sinistra, questa sarà sempre un passo sotto." Poi nel 2013 questa rivelazione. La maggior parte dei votanti della sinistra, che sono persone oneste, e le persone oneste che votano M5S sono se sommate al 55%. Quindi non è vero che la base sociale per l'onestà, la trasparenza, l'equità sociale, in Italia non c'è. E' solo che le politiche della sinistra in questo ventennio - per non andare oltre anche perché prima c'era la guerra fredda - sono state del tutto contro gli interessi degli italiani onesti e lavoratori. Dal che derivano due cose: primo che la sinistra è l'artefice della sua sconfitta e renderà - come al solito - più gravoso a noi il compito di risollevare l'Italia. Compito che noi perseguiremo con volontà e coerenza. E secondo, a noi sembra che anche Berlusconi - in realtà - ne esca sconfitto. Alla Camera ha 92 miseri seggi ed al Senato può comunque essere messo in minoranza se si hanno idee chiare e volontà di metterlo alle corde. Come dice il nostro Beppe: Berlusconi e Bersani sono finiti! Questo è il messaggio di queste elezioni a nostro parere.

Buonanotte ai vincitori (e a tutti)

Siamo felici e contenti: abbiamo vinto! La Democrazia Diretta, i Cittadini hanno vinto! I commenti degli "altri" dimostrano che costoro ancora non hanno capito la forza e l'obiettivo, il fine ultimo, la mission del M5S, che non è politico ma è paragonabile alla rivoluzione agricola alla fine del neolitico. E' un uomo nuovo quello che si vuole fondare, con il bagaglio marxiano, freudiano, weberiano, antropologico e sociologico: una rivoluzione sociale, culturale e di costume nuova nella storia italiana... la via italiana alla rivoluzione è questa, una rivoluzione profonda che parte dalle essenze più genuine e partecipative dell'uomo.

 Ora starà a noi vigilare, noi simpatizzanti, noi iscritti, perché i nostri eletti siano nella nostra scia... ma sono tutti ragazzi entusiasti e non verranno meno ai loro ideali, altri li sostuiranno con gli stessi ideali e piano, nel tempo costruiremo una nuova Italia lontana dalle ceneri della guerra fredda e dalle ideologie di destra e sinistra che hanno permeato il '900. Creeremo un mondo più giusto per l'uomo.

Gli "altri" fanno ipotesi su inciuci vari. Ancora non hanno capito che il M5S non è né di destra né di sinistra ma farà le sue battaglie insieme a chi proporrà misure giuste, eque, oneste e vantaggiose per la collettività tutta e non solo per pochi elementi della casta politica, economica e imprenditoriale italiana. A chi prendendo spunto dal programma del M5S ne appoggerà i punti e gli obiettivi. Con chi difenderà gli interessi dei più deboli e a chi proporrà misure innovative - in tutti i campi - per il benessere di tutti. E a chi svilupperà in modo adeguato e sempre più convinto la prassi della Democrazia Diretta che noi di Agorà abbiamo ed avremo sempre al primo punto della nostra agenda.

Stasera andiamo a dormire vincitori, domani ci sveglieremo alfieri e guardiani della libertà e del bene comune. Buonanotte a tutti!

mercoledì 30 gennaio 2013

Non contro i Sindacati!!!

Leggiamo in questi giorni di attacchi ai sindacati. Noi rispondiamo così:

Andiamoci piano con queste idee di cogestione e di attacco ai sindacati, eh?

La cogestione va affrontata da lavoratori e sindacati forti, non deboli come ora.

I sindacati sono uno degli ultimi baluardi del lavoro in Italia... non si può lasciare ai capitalisti - che secondo la dottrina marxiana, da noi seguita, sono i veri espropriatori, fin nel midollo del loro DNA -la gestione del lavoro in Italia.
Con il grande potere che i capitalisti hanno mostrato in tutti questi anni, il capitale ci porterebbe alla "fine della storia".

Noi lavoratori e precari dobbiamo trattare da posizioni di forza: che rinuncino a qualche piccolissima percentuale del proprio profitto i capitalisti ed i finanzieri! Poi si può cominciare a parlare.

domenica 6 gennaio 2013

Appunti su una Democrazia Diretta

Il problema della rappresentatività politica è fondamentale. Nelle democrazie occidentali, ma non solo, la democrazia si basa sulla rappresentatività. Non è diretta. E quindi il politico, come dice Fromm, uno dei grandi intellettuali del '900, si trova necessariamente (e quasi dogmaticamente) a mediare fra gli  interessi di chi lo ha eletto ed i propri.

Se uniamo a questo fattore di base:

1) lo spaventoso flusso di denaro che tramite il finanziamento pubblico arriva ai partiti senza alcun controllo, almeno finora, in entrata, ma soprattutto in uscita;

2) la specializzazione della politica e la diminuzione degli iscritti che dovuta al cambiamento della società assicura di fatto un accentramento di possibilità nel centro dirigenziale dei partiti a svantaggio delle loro istanze periferiche;

3) la poca morigeratezza del politico italiano attuale dovuta da una parte all'appartenenza del politico - di qualsiasi partito - alle classi alte della società delle quali non vuole perdere le abitudini e gli usi lussuosi o cerca di aumentarli e dall'altra, da politici che vengono dalla classi medio-basse e che vedono nella politica così intesa un'occasione per un'ascesa economica e sociale; altri sistemi politici fanno attenzione a queste dinamiche ma noi riteniamo in modo quasi propagandistico e non sostanziale. La sostanza è che il  politico appartiene al 95% alla classi alte della società;

vediamo che la crisi della politica rappresentativa è assolutamente devastante, ineludibile e foriera di grandi ulteriori cambiamenti che dovremo saper gestire verso l'obiettivo della Democrazia Diretta.

mercoledì 2 gennaio 2013

Un grande video che ci da alcune verità sull'economia

Carissimi,

iniziamo il 2013 all'insegna del cercare di capire il mondo che ci circonda.

Questo video sull'economia è assai interessante. Dura 2 ore e mezza ma ne vale la pena. Non vi accorgerete del tempo che passa è meglio di un film come Avatar :-D

http://www.youtube.com/watch?v=gEhZMldT-FE