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domenica 21 aprile 2013

20 Aprile 2013, l'8 Settembre del XXI° secolo

Giornata dura questa, faticosa, tesa, piena di tensione, costellata da momenti di agitazione inconcludente e da situazioni confuse. Mai come in questi giorni ho visto una nazione entrare in un panico quasi folle, nervoso, isterico. Neanche dopo l'assassinio di Aldo Moro fu così, neanche dopo la strage di Bologna. Gli uomini del PD, che nel bene e nel male sembravano pur saldi, si rovesciavano e rovesciavano su se stessi come formiche rese folli da un incendio che invade furioso le loro gallerie. Il panico accumulato dettava gesti senza senso, inconcludenti, necrofili. Dietro gli uomini della destra, del PDL, si allungavano invece le ombre della morte e del militarismo sornione, ultima spiaggia di tutte le destre. Di contro Grillo con il suo isterismo rabbioso, con la consapevole sensazione di aver perso una battaglia importante sembrava - ed anche noi, insieme ai diseredati senza scampo della dissidenza PD - il più umano di tutti. Nei suoi e nei nostri gesti c'era il profumo di quella vita che tanti hanno sepolto per sempre nelle loro coscienze e nelle loro storie. E' questo, quello che ha fatto bella questa giornata da dimenticare, un 8 settembre del XXI° secolo in cui una classe politica, seppur nei crismi della legittimità, si è rinchiusa nel bunker antiatomico della propria autoreferenzialità, sorda a qualsiasi istanza della società civile. Tutti sappiamo che non durerà, la vita e la storia ci insegnano che non durerà. Come non è durato Gheddafi, come non è durato l'apartheid, come non è durato l'impero romano o il sistema feudale. E tutti sappiamo quanto questi colpi di coda, quanto questi bunker, ci faranno soffrire. Lo sappiamo, ma è sempre stato così e non ci arrenderemo per questo.

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