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giovedì 29 settembre 2011

25 anni di pensione

Ma perché l'innalzamento dell'età pensionabile è diventato un dogma? Ma dove è scritto che dobbiamo sempre peggiorare anziché migliorare?

Sinistra e destra tutte e due apparentate per richiedere sacrifici ai lavoratori.

Che i capitalisti ed i padroni rinuncino all'1% o al 2% dei loro profitti e li mettano nel paniere pensionistico. Ecco lì che tutti i lavoratori potrebbero andare in pensione dopo 25 anni anziché dopo 50 come si ventila ora da sinistra e da destra.

Questa è la proposta di agorapolitica ai lavoratori: pensione dopo 25 anni!

Basta dogmi e sacrifici!

Pensione dopo 25 anni, da diminuire ancora durante il secolo. Giornata lavorativa di 4 ore per tutti. Salari commisurati al lavoro (e non lavoro sottopagato). Democrazia diretta con voto digitale per tutti i cittadini! Mix istituzionale di democrazia rappresentativa e diretta con bilancia che deve mano mano pendere verso quest'ultima!

Queste sono le nostre semplici proposte.

giovedì 8 settembre 2011

L'8 Settembre

L’8 Settembra fu una data triste per l’Italia… coloro che avevano rovinato allora il paese fuggirono tutti come codardi e lasciarono al popolo italiano un’eredità di dolore e sofferenza ancora maggiore… falsi ed ambigui fino nel fondo del midollo, uomini senza onore, codardi macchiati dalla storia lasciarono i propri soldati che avevano prima ingannato col fascismo, ad essere fucilati dai bastardi nazisti… Cefalonia su tutto mi viene alla mente… e i civili alla mercè dei bombardamenti alleati ed alle rappresaglie nazi-fasciste…

La nostra Italia è ancora figlia di quei tempi: vi sono classi in Italia a cui la lezione della storia è indifferente. E che ripete nei comportamenti e nella vigliaccheria i gesti di quella classe dirigente affine che mise in ginocchio – allora come ora – l’Italia!

Manovra di risanamento?

In pratica al di là di aggiustamenti sulle strutture statali si colpiscono sempre le fasce più deboli.
La manovra risanerà, è possibile… ma l’onere del risanamento viene messo tutto sulle spalle degli Atlanti più deboli: le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, i precari ed i pensionati, i bisognosi di assistenza sociale.
Non una misura seria contro chi per settanta anni ha evaso il 50% dell’intero gettito fiscale italiano, affamando il paese e riducendolo al rango di potenza di quarto grado, incapace di stabilire (concertandola con altri paesi, ci mancherebbe) l’agenda europea mentre avrebbe potuto farlo.
Chi fra i lavoratori e le classi deboli, scelleratamente, contro i propri, e delle proprie famiglie, interessi, ha votato questo governo di estrema destra liberista di derivazione craxiana, rifletta su ciò che sta vedendo in questi giorni e si auguri che questa crisi passi senza fare ulteriori danni…
E il popolo della sinistra si svegli e cacci i corrotti ed i furbetti dalle proprie aree di rappresentanza… diffidi e non segua più i cattivi maestri…

martedì 6 settembre 2011

L'articolo 8 non è un puntiglio ideologico

L'articolo 8 è il tentativo preventivo di far pendere la bilancia della crisi a favore degli imprenditori, soprattutto medi e piccoli, nei confronti del lavoro dipendente.

Se la crisi si fa ancora più dura bisogna avere le spalle coperte: questo chiedono i padroncetti e i padroncini leghisti e non.

E questo sta cercando di dargli il governo che ne è espressione e che purtroppo è stato votato scelleratamente da tante aree del lavoro dipendente.

Quindi libertà di licenziamento e diminuzione delle ore lavorative e della produzione vista come misura preventiva da usare nel caso di indurimento della crisi per assicurarsi sempre la solita buona dose di profitto.

Per carità gli imprenditori difendono i loro interessi. Sono i lavoratori dipendenti che devono ancora purtroppo imparare a difendere i loro. Non dando ad esempio i voti ad un governo di estrema destra liberista come quello berlusconiano.

lunedì 5 settembre 2011

La speculazione finanziaria selvaggia e la crisi del sistema capitalistico.

La speculazione finanziaria selvaggia, vera spinta disgregatrice e centrifuga, testimonia la profondità della crisi del sistema capitalistico.

Ecco, Agorà vede negli attacchi speculativi che si rafforzano e moltiplicano verso tutte le nazioni del mondo un po' ciò che le invasioni barbariche furono per l'antico impero romano: i segnali della dissoluzione. Attacchi dissennati su tutti i confini dell'impero che minano il cuore del sistema, sempre più spavaldi e numerosi perché ne avvertono l'intima debolezza, non più controllabili da un centro forte in grado di riassorbirli e metabolizzarli.
E' questo quello che ci attende?

Le contraddizioni, per dirla alla Marx, del sistema capitalistico stanno venendo al pettine? Se questo sistema è basato sulla produzione e poi sul consumo, se tutti i paesi producono, ci saranno sufficienti consumatori? E se non ci sono? Fallimenti, implosione del sistema, guerre, manifesta inadeguatezza del capitalismo?

Il capitale ha sempre bisogno di nuovi mercati, ricordiamo l'età imperialista. In un pianeta in cui la produzione tutto sommato è omogenea dove si trovano nuovi mercati?

Il sistema capitalistico così come in due secoli ha portato avanti l'umanità a ritmi assai più elevati dei millenni precedenti messi insieme, così potrebbe aver abbreviato i suoi tempi di vita, contraendoli per effetto della tecnologia, delle scoperte scientifiche e del suo peculiare approccio al mondo.

La speculazione, che sembra rappresentare un virus del sistema, potrebbe essere il primo segnale del prossimo collasso del sistema "immunitario" capitalistico.

Che mondo ci apre il collasso del sistema capitalistico, non è dato ora saperlo. Ma possiamo cercare di affrontare la crisi con la maturità del pensiero, della tecnologia, dell'esperienza finora accumulata. Elaborare un sistema del tutto nuovo sapendo cogliere le dinamiche che si stanno sviluppando e si svilupperanno nel tempo.

E comunque se la crisi dovesse rientrare su quali basi potrà farlo? Dovrebbe farlo su basi fondate sull'equità, sulla redistribuzione delle risorse, sulla giustizia sociale, sullo sviluppo ecologicamente sostenibile. Ad Agorà sembra l'unico modo possibile e spera che siano in tanti a condividerlo.

venerdì 2 settembre 2011